Patologie del piede
Soluzioni innovative per
i disturbi del piede
Il Dott. Paolo Filippini, esperto in chirurgia del piede, tratta tutte le patologie del piede nelle migliori strutture del nord e centro Italia. Scopri il suo approccio che unisce esperienza e tecnologie avanzate per offrire trattamenti efficaci e personalizzati.
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Il Dott. Paolo Filippini, esperto in chirurgia del piede, tratta tutte le patologie del piede nelle migliori strutture del nord e centro Italia. Scopri il suo approccio che unisce esperienza e tecnologie avanzate per offrire trattamenti efficaci e personalizzati.
Prenota una visitaDalle caratteristiche anatomiche del piede alla diagnosi delle principali patologie. Una guida utile per il paziente su come il medico specialista riconosce malattie e deformità dei piedi, e di quali metodi d’indagine si avvale per fare una valutazione corretta del singolo caso.
Indice
Il piede: struttura anatomica e funzione
Da un punto di vista anatomico, il piede è una struttura estremamente complessa. Rappresenta la porzione più distale dell’arto inferiore; in esso si distinguono:

Nella posizione ortostatica il piede permette di distinguere una superficie inferiore detta pianta o superficie plantare ed una superficie superiore detta dorso.
Il piede rappresenta un punto fisso al suolo su cui grava l’intero peso del corpo; ci consente di assumere la postura eretta e di spostarci nello spazio. È una “struttura” che riceve comandi tramite i muscoli ed interagisce con il resto del corpo fornendo costanti informazioni provenienti da recettori cutanei presenti sulla sua pianta, oltre che da propriocettori presenti sui muscoli, sui tendini e sulle articolazioni.
La sua architettura è complessa; basti pensare che in questo piccolo segmento scheletrico dedicato alla mobilità troviamo ben 28 ossa se consideriamo anche i sesamoidi, 2 piccoli ossicini posizionati al di sotto della testa del 1° metatarso.
Le ossa del piede vengono solitamente raggruppate in 3 zone:
AVAMPIEDE: costituito fondamentalmente dalle falangi, tre per ogni dito (prossimale, intermedia, distale), tranne nel primo dito in cui sono solo due (prossimale e distale) e dai 5 metatarsi; MESOPIEDE: costituisce la parte intermedia del piede; in esso troviamo i cuneiformi in numero di 3, il cuboide e il navicolare detto anche scafoide; RETROPIEDE: costituito da astragalo e calcagno, rappresenta la parte più posteriore del piede che si articola con la parte finale della gamba;
Ogni articolazione è sostenuta da complessi sistemi legamentosi.
Tutte le ossa del piede, a livello articolare, presentano un rivestimento di cartilagine elastico e resistente che assicura il fluido scorrimento delle ossa durante il movimento e funge da cuscinetto protettivo che assorbe ed attutisce gli urti.
Osservando il nostro piede ci saremo sicuramente accorti che la pianta del piede non poggia completamente sul terreno ma si alza determinando una curva, più o meno accentuata, definita volta plantare. Tale curvatura è delimitata da 3 archi plantari che, proprio come avviene per gli archi architettonici, hanno la funzione di trasformare le spinte verticali in spinte laterali allo scopo di distribuire in maniera armonica il peso del corpo sulla superficie del piede interessata durante la deambulazione.
A seconda dell’altezza di queste volte si possono individuare diverse tipologie di piede ben rappresentate nella figura sottostante.
Generalmente chi ha il piede piatto e quindi un arco molto basso, tende ad avere un’iperpronazione, viceversa chi ha un arco alto tende ad avere supinazione o un’ipopronazione e si parla di piede cavo. Questi difetti possono influire sulla postura e sulla locomozione determinando un quadro clinico che può presentarsi in forma più o meno grave con sintomatologia dolorosa e limitazione funzionale.
AVAMPIEDE: costituito fondamentalmente dalle falangi, tre per ogni dito (prossimale, intermedia, distale), tranne nel primo dito in cui sono solo due (prossimale e distale) e dai 5 metatarsi; MESOPIEDE: costituisce la parte intermedia del piede; in esso troviamo i cuneiformi in numero di 3, il cuboide e il navicolare detto anche scafoide; RETROPIEDE: costituito da astragalo e calcagno, rappresenta la parte più posteriore del piede che si articola con la parte finale della gamba;
Come valutare una patologia del piede
Per un corretto inquadramento delle problematiche a carico del piede, bisogna tener conto di diversi elementi.
Anamnesi
Storia familiare e personale del paziente che ha come obiettivo la raccolta di tutte le informazioni relative a patologie di diversa natura. Tali patologie possono essere:
Inoltre è importante sapere se il paziente è stato sottoposto in passato ad interventi chirurgici, soprattutto se riguardano l’apparato locomotore.
Esame clinico generale e specifico del piede
Studio accurato del paziente con particolare riguardo alla deambulazione, alla postura, alle eventuali asimmetrie degli arti e alla situazione locale del piede. Vengono valutate le deformità scheletriche come la pronazione e la supinazione, il varo e il valgo del retropiede, la motilità, la lassità, le callosità e i punti dolorosi al tatto.
Esame diagnostici complementari
Studio accurato del paziente con particolare riguardo alla deambulazione, alla postura, alle eventuali asimmetrie degli arti e alla situazione locale del piede. Vengono valutate le deformità scheletriche come la pronazione e la supinazione, il varo e il valgo del retropiede, la motilità, la lassità, le callosità e i punti dolorosi al tatto.

Le radiografie permettono di apprezzare la morfologia scheletrica del piede, eventuali danni articolari per artrite o artrosi, lesioni osteonecrotiche e il grado di mineralizzazione ossea. Questo esame è fondamentale nella pianificazione preoperatoria della correzione dell’alluce valgo in quanto permette di analizzare alcuni parametri importanti come l’angolo intermetatarsale e l’angolo metatarso-falangeo; ci sono inoltre proiezioni radiografiche più specifiche, come la proiezione di Walter Muller, per un accurata valutazione dei sesamoidi.

Le radiografie permettono di apprezzare la morfologia scheletrica del piede, eventuali danni articolari per artrite o artrosi, lesioni osteonecrotiche e il grado di mineralizzazione ossea. Questo esame è fondamentale nella pianificazione preoperatoria della correzione dell’alluce valgo in quanto permette di analizzare alcuni parametri importanti come l’angolo intermetatarsale e l’angolo metatarso-falangeo; ci sono inoltre proiezioni radiografiche più specifiche, come la proiezione di Walter Muller, per un accurata valutazione dei sesamoidi.
Dalle caratteristiche anatomiche del piede alla diagnosi delle principali patologie
Una guida utile per il paziente su come il medico specialista riconosce malattie, deformità dei piedi e di quali metodi d’indagine si avvale per fare una valutazione corretta del singolo caso